Il sito Geo-Speleo-Archeologico

nel territorio comunale di Nuxis

Il sito Geo-Speleo-Archeologico nel territorio comunale di Nuxis

Nel territorio comunale di Nuxis, per poter far conoscere il ricco patrimonio geologico e speleologico del Sulcis, è stato predisposto grazie all’Associazione culturale Speleo Club Nuxis e l’Amministrazione comunale nell’ex miniera Sa Marchesa, un sito geospeleologico con annesso museo. Dal sito posto sulla sommità di una collina nella quale era posizionato uno dei cantieri della miniera, si può osservare uno stupendo scenario che permette di poter scrutare la geologia del basso Sulcis, in modo particolare i rilievi appartenenti, all’era Paleozoica a partire dal Cambriano inferiore (circa 540 Milioni di anni), a quella Terziaria con le formazioni continentali, cioè depositate dai fiumi del Cenozoico (circa 40 Milioni di anni), vulcaniche (da 30 a 10 Milioni di anni) e ancora quelle Quaternarie.


COME RAGGIUNGERLO

Il sito di interesse storico-naturalistico si trova nel comune di Nuxis, in località Acquacadda, si può raggiungere sia dalla S.S. n. 293 che da Siliqua conduce a Giba nei pressi del km 50,400 all’incrocio con la S.P. n. 78 che prosegue per Narcao e conduce a Carbonia.


IL PIAZZALE

Sul bellissimo piazzale del sito dove è presente un’area a verde è stata posizionata, tramite campioni di rocce descritte su appositi pannelli tutta la sequenza litostratigrafica del Sulcis. Attorno si possono osservare piccoli blocchi di roccia e pannelli fotografici descriventi le diverse strutture morfologiche, sedimentarie e giacimentologiche. A completamento di tale descrizione è stata predisposta una colonna litostratigrafica composta da campioni di roccia affioranti nel Sulcis, con relativa descrizione e sequenza geologica. A ridosso del piazzale è in fase di ultimazione un piccolo sentiero natura, con la descrizione delle principali specie floristiche della macchia mediterranea sia arborea che erbacea presenti nella zona, tra le quali il lentisco, l’olivastro, l’alaterno, il cisto, l’asfodelo, le felci e quant’altro, oltre che le litologie affioranti.


LA GROTTA SU MONTIXEDDU O GROTTA DI ACQUA CADDA

A valle del piazzale è presente la grotta Su Montixeddu, già conosciuta come Grotta di Acqua Cadda, adeguatamente illuminata, dove si possono osservare singolarità geologiche, geomorfologiche e speleotemi (stalattiti, stalagmiti, colate, baldacchini, perle di grotta ecc), oltre queste vi è un importantissimo conglomerato che determina il passaggio tra due formazioni geologiche appartenenti all’Era Paleozoica, precisamente al Cambriano inferiore (Formazione di Gonnesa) e il Cambriano medio (Formazione di Campo Pisano) dove si sono formati i giacimenti minerari di genesi idrotermale descritti mediante pannelli espositivi. La grotta è importante per la presenza nel suo interno di testimonianze archeologiche, risalenti alla preistoria, appartenenti all’età del Rame e più precisamente alla Cultura di Monte Claro.

Per poter accedere alla grotta, nel piazzale antistante, è stata sistemata una staccionata realizzata in pali di castagno. All’inizio della scalinata è stato posizionato un pannello nel quale viene illustrata la grotta.


IL MUSEO GEOSPELEOLOGICO

A fianco è presente il piccolo museo geo-speleologico, unico nel suo genere. Questo è stato strutturato in tre comparti. Nella prima sala dedicata alla geologia è presente uno scafale dove sono esposti i campioni di rocce affioranti nel Sulcis opportunamente lucidati, in modo da poterne osservare sia le stupende tonalità cromatiche sia i caratteri giaciturali. Essi rappresentano tutti i litotipi a partire dalle rocce sedimentarie metamorfosate del Paleozoico, precisamente le metarenarie (arenarie metamorfosate) e la sequenza delle rocce carbonatiche, tutte due del Cambriano inferiore (circa 540 Milioni di anni), seguite dalla successione delle rocce clastiche dell’Ordoviciano, non sono presenti le litofacies del Siluriano-Devoniano perché non affioranti nella regione sulcitana, mentre, sempre dell’era paleozoica sono ben rappresentate le rocce intrusive dell’orogenesi Ercinica, precisamente i graniti del Carbonifero (350 Milioni di anni), seguiti dalle rocce vulcaniche effusive, i porfidi del Permiano (250 Milioni di anni) affioranti nel territorio comunale di Sant’Anna Arresi. Segue tutta la sequenza di rocce calcaree dell’era Mesozoica, affiorante nel settore di Porto Pino-Porto Botte. In successione si possono osservare i campioni della complessa e completa serie geologica, delle rocce dell’era Terziaria, sia quelle depositate in ambiente continentale della cosidetta “Formazione del Cixerri”, meglio conosciuta in sardo come “Perd’e Moni”, costituita da alternanze di arenarie, limi e argille dell’Eocene (40 Milioni di anni) e quelle vulcaniche, precisamente lave e ignimbriti del Oligocene-Miocene (30-10 Milioni di anni), La parte finale è formata dai depositi quaternari, tra i quali travertini, alabastri, brecce, conglomerati e sabbie eoliche (depositate dal vento). Sempre nella stessa sala si osservano due piccole collezioni di minerali locali e fossili sardi, oltre che una esposizione di carote (cilindri di roccia) e diversi attrezzi e utensili utilizzati per lo svolgimento delle attività geologiche e geognostiche, tra i quali: punte di martello e corone a widia e diamantate per perforazioni, il tutto contornato da una serie di pannelli fotografici rappresentanti le grotte e le miniere del territorio, i loro speleotemi e le forme di vita presenti negli ipogei. In una seconda sala sono esposte in vetrine illuminate attrezzature utilizzate per svolgere l’attività speleologica, come la progressione in grotta sia su corda sia in orizzontale, il rilevamento topografico, la documentazione fotografica e una bellissima collezione di lampade. Nello stesso ambiente è stato ricostruito un angolo nel quale è rappresentato uno speleologo appeso su corda con attorno l’ambiente ipogeo.

Trattando temi speleo-archeologici, in una terza sala sono esposti in bacheche illuminate i principali e rappresentativi elementi ceramici riprodotti fedelmente, rinvenuti prevalentemente in ambienti ipogei che rappresentano le principali facies preistoriche, a partire dal Neolitico antico (V-VI millennio a. C.) rinvenuto nel riparo sottoroccia di Su Carroppu a Carbonia, proseguendo con la cultura di Ozieri (III millennio a.C.), l’età del Rame con la Cultura di Monte Claro, la Cultura del Vaso Campaniforme, al Bronzo Antico Cultura di Bonnanaro (II-I Millennio a.C.) per giungere al Bronzo Recente - Età del Ferro, rinvenuti nella Grotta Pirosu di Su Benatzu a Santadi, il tutto incorniciato da pannelli descrittivi e fotografici, indicanti anche le principali valenze archeologiche presenti nel territorio di Nuxis. Particolarmente interessante è stata la ricostruzione abbastanza fedele di una sepoltura preistorica, rinvenuta a Cuccuru S’Arriu a Cabras (Or), nella quale si può osservare il posizionamento dello scheletro con tutti gli arredi.